Anoressia e Bulimia: qual è la differenza?

Anoressia e Bulimia: qual è la differenza?

8 Maggio 2018 1 Di Tello

Cosa sono l’anoressia e la bulimia

L’anoressia e la bulimia sono entrambi disturbi alimentari entrambe possono avere sintomi simili come l’immagine distorta del corpo, tuttavia sono caratterizzati da diversi comportamenti legati all’alimentazione, ad esempio le persone che hanno l’anoressia riducono gravemente l’assunzione di cibo per perdere peso mentre le persone che soffrono di bulimia mangiano una quantità eccessiva di cibo in un breve periodo di tempo quindi eliminano o usano altri metodi per prevenire l’aumento di peso. Sebbene i disturbi alimentari non siano specifici per età o sesso le donne sono quelle che ne soffrono di più, passiamo a vedere i segni e i sintomi.

Quali sono i segni e i sintomi dell’anoressia e della bulimia?

I disturbi alimentari sono solitamente caratterizzati da un’intensa preoccupazione per il cibo molte persone che hanno un disturbo alimentare esprimono anche insoddisfazione per la loro immagine corporea.

Altri sintomi sono spesso specifici per la condizione individuale.

Anoressia

L’anoressia spesso deriva da un’immagine corporea distorta che può derivare da traumi emotivi, depressione o ansia e per questo alcune persone possono vedere la dieta estrema o la perdita di peso come un modo per riprendere il controllo della loro vita.

Ci sono molti sintomi emotivi, comportamentali e fisici che possono segnalare l’anoressia, i sintomi fisici possono essere gravi e potenzialmente letali e includono:

  • Grave perdita di peso;
  • Insonnia
  • Disidratazione;
  • Stipsi;
  • Debolezza e stanchezza;
  • Vertigini e svenimento;
  • Diradamento e rottura dei capelli;
  • Sfumatura bluastra alle dita;
  • Pelle secca e giallastra;
  • Incapacità di tollerare il freddo;
  • Amenorrea o assenza di mestruazioni;
  • Capelli pelosi sul corpo, sulle braccia e sul viso;
  • Aritmia o battito cardiaco irregolare.

Chi soffre di anoressia può mostrare alcuni cambiamenti comportamentali prima che i sintomi fisici siano evidenti questi cmbiamenti comprendono:

  • Saltare i pasti;
  • Mentire su quanto cibo hanno mangiato;
  • Mangiare solo determinati alimenti “sicuri” in genere a basso contenuto calorico;
  • Adottare abitudini alimentari insolite come ordinare il cibo sul piatto o tagliare il cibo in piccoli pezzi;
  • Poca autostima per il proprio aspetto fisico quindi non accettarsi per come si è;
  • Cercare di nascondere il proprio corpo con vestiti larghi;
  • Evitare situazioni che potrebbero comportare il mangiare di fronte ad altre persone quindi isolarsi dal contesto sociale;
  • Evitare situazioni in cui si mette in mostr il proprio fisico come andare al mare o in piscina;
  • Fare esercizio fisico estremo per più di un’ora dopo aver mangiato solo un po’ di insalata.

Dopo i cambiamenti comportamentali ci sono i sintomi emotivi dell’anoressia che possono aumentare con il progredire della malattia e includono:

  • Scarsa autostima del proprio corpo;
  • Irritabilità, agitazione o altri cambiamenti di umore;
  • Isolamento dalla vita sociale;
  • Depressione;
  • Ansia;
  • Bulimia.

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Bulimia

Chi soffre di bulimia può sviluppare una relazione malsana con il cibo con il passare del tempo infatti si può essere coinvolti in cicli dannosi di abbuffate e poi provare panico per le calorie assunte tutto ciò può portare a comportamenti estremi per prevenire l’aumento di peso.

Esistono due diversi tipi di bulimia:

  • Bulimia nervosa o (Spurgo della bulimia) chi soffre di questo tipo di bulimia dopo aver mangiato grandi quantità di cibo ricorrerà regolarmente al vomito volontario di solito mettendosi due dita giù per la gola oppure si può fare abuso di diuretici, lassativi o clisteri;
  • Bulimia nervosa o (Bulimia senza spurgo) a differenza della prima questo tipo di bulimia non si vomita ma si evita proprio di mangiare cibo preferendo il digiuno o impegnarsi in un esercizio fisico estremo per prevenire l’aumento di peso dopo aver mangiato tanto.

Molte persone che soffrono di bulimia sperimenteranno ansia perché il loro comportamento alimentare è fuori controllo. Come con l’anoressia ci sono molti sintomi emotivi, comportamentali e fisici che possono segnalare la bulimia.

I sintomi fisici possono essere gravi e potenzialmente letali e includono:

  • Aumento o diminuzione di peso in quantità significative, tra 5 e 20 kg in una settimana;
  • Labbra screpolate e secche a causa della disidratazione;
  • Occhi pieni di sangue a causa dei vasi sanguigni schiacciati;
  • Calli, piaghe o cicatrici sulle nocche per indurre il vomito;
  • Sensibilità della bocca probabilmente a causa dell’erosione dello smalto dei denti e delle gengive sfuggenti;
  • Linfonodi ingrossati.

I bulimici possono mostrare alcuni cambiamenti comportamentali prima che i sintomi fisici siano evidenti essi comprendono:

  • Continua preoccupazione per il proprio peso e aspetto fisico;
  • Mangiare fino a sentirsi male;
  • Andare in bagno subito dopo aver mangiato;
  • Esercitarsi troppo specialmente dopo aver mangiato molto in una volta sola;
  • Limitare le calorie o evitare determinati alimenti;
  • Non mangiare davanti ad altre persone.

I sintomi emotivi possono aumentare con il progredire della malattia e includono:

  • Scarsa autostima e immagine del proprio corpo
  • Irritabilità, agitazione o altri sbalzi di umore;
  • Isolamento dalla vita sociale;
  • Depressione;
  • Ansia.

Come possiamo notare alcuni sintomi sono identici sia per l’anoressia che per la bulimia quindi sono due disturbi alimentari correlati tra di loro. Ora vediamo le cause che provocano questi disturbi alimentari.

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Che cosa causa un disturbo alimentare come l’anoressia e la bulimia?

Non è chiaro cosa causi l’anoressia o la bulimia molti esperti di medicina ritengono che ciò sia dovuto a una combinazione di complessi fattori biologici, psicologici e ambientali che includono:

  • Genetica: Secondo uno studio del 2011 si potrebbe avere maggiori probabilità di sviluppare un disturbo alimentare se si ha un familiare che soffre di uno dei due disturbi ciò può essere dovuto a una predisposizione genetica a tratti associati a disturbi alimentari, come il perfezionismo tuttavia sono necessarie ulteriori ricerche per determinare se esiste veramente un legame genetico;
  • Benessere emotivo: Le persone che hanno subito traumi o hanno problemi di salute mentale come ansia o depressione potrebbero avere maggiori probabilità di sviluppare un disturbo alimentare, anche sentimenti di stress e bassa autostima possono contribuire a questi comportamenti;
  • Pressioni sociali: L’attuale ideale occidentale di immagine corporea, autostima e successo equiparato alla magrezza può portare al desiderio di raggiungere un fisico perfetto anche assumendo abitudini sbagliate nella propria alimentazione ciò può essere ulteriormente sottolineato dalla pressione dei media e dei propri coetani.

Queste le cause che possono portare a soffrire di questi disturbi alimentari che possono essere dannosi sia per il nostro fisico che per il nostro aspetto psicologico, ora passiamo a vedere come diagnosticare questi disturbi.

Come vengono diagnosticati i disturbi alimentari?

Se il medico sospetta che soffriate di un disturbo alimentare eseguirà diversi test per riuscire a diagnosticare il disturbo, questi test possono anche valutare eventuali complicanze correlate.

Il primo passo sarà un esame fisico il medico vi peserà per determinare il vostro indice di massa corporea e molto probabilmente guarderanno anche la vostra storia passata per vedere come il vostro peso sia variato nel tempo. Il medico probabilmente chiederà informazioni sulle abitudini alimentari e di esercizio fisico inoltre potrebbe anche richiedervi di completare un questionario sulla salute mentale.

In questa fase probabilmente il medico potrà farvi eseguire anche alcuni test da laboratorio cosi da poter escludere altre cause di perdita di peso in più può anche monitorare la vostra salute generale per assicurarsi che non si siano verificate complicazioni a causa di un possibile disturbo alimentare.

Se i test non rivelano altre cause mediche dei sintomi il medico può indirizzarvi a un terapista per un trattamento ambulatoriale però possono anche indirizzarvi da un nutrizionista per aiutarvi a riportare le vostre abitudini alimentari su regimi normali.

Se si sono verificate gravi complicazioni il medico può raccomandare di sottoporsi a trattamento di degenza ciò consentirà al vostro medico o ad un altro professionista medico di monitorare i vostri progressi inoltre anche di vedere segni di ulteriori complicazioni.

In entrambi i casi il terapeuta potrebbe diagnosticare uno specifico disturbo alimentare dopo aver parlato della relazione con il cibo e il peso.

Criteri diagnostici

Esistono diversi criteri che il manuale diagnostico e statico dei disturbi mentali usa per diagnosticare l’anoressia o la bulimia.

I criteri richiesti per diagnosticare l’anoressia sono:

  • Limitare l’assunzione di cibo per mantenere un peso inferiore al peso medio per l’età, altezza e corporatura
  • Un’intensa paura di ingrassare;
  • Collegare il proprio peso ad un’immagine distorta del proprio fisico percependolo troppo grasso.

I criteri richiesti per diagnosticare la bulimia sono:

  • Ricorrenti abbuffate di cibo;
  • Comportamenti compensatori inappropriati ricorrenti come esercizio fisico eccessivo, vomito autoindotto, digiuno o abuso di lassativi per prevenire l’aumento di peso;
  • Abbuffate e comportamenti compensatori inappropriati che si verificano entrambi in media almeno una volta alla settimana per almeno tre mesi.

Vediamo ora come trattare questi disturbi alimentari.

Come trattare l’anoressia e la bulimia?

Non esiste una cura rapida per un disturbo alimentare ma ci sono una serie di trattamenti disponibili per trattare sia l’anoressia che la bulimia. Il medico può raccomandare una combinazione di terapie per parlare, prescrizione di farmaci e riabilitazione per trattare entrambe le condizioni.

L’obiettivo generale del trattamento è:

  • Affrontare la causa sottostante della condizione;
  • Migliorare il rapporto con il cibo;
  • Modificare eventuali comportamenti non salutari;

Secondo uno studio del 2005 i farmaci hanno mostrato scarsa efficacia nel trattamento dell’anoressia tuttavia delle poche prove condotte ci sono prove che suggeriscono che:

  • Olanzapina può stimolare l’appetito e incoraggiare a mangiare;
  • Gli antidepressivi inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) come la fluoxetina (Prozac) e la sertralina (Zoloft), possono aiutare a trattare la depressione e il DOC, che potrebbe essere un effetto collaterale o addirittura causare il disturbo alimentare.

Le opzioni medicinali per la bulimia sembrano essere un po’ più promettenti lo studio del 2005 indica che un numero di farmaci può essere efficace nel trattamento di questo disturbo essi sono:

  • Gli antidepressivi inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) come la fluoxetina (Prozac) possono aiutare a trattare la depressione, l’ansia o il disturbo ossessivo compulsivo e ridurre i cicli di vomito dopo le abbuffate;
  • Gli inibitori delle monoamino ossidasi come buspirone (Buspar) possono aiutare a ridurre l’ansia e ridurre i cicli di vomito;
  • Gli antidepressivi triciclici come l’imipramina (tofranil) e la desipramina (Norpramin) possono aiutare a ridurre i cicli di vomito con binge.
  • Farmaci antiemetici come l’ondansetrone (Zofran) possono aiutare a ridurre il vomito.

Un altro trattamento è la terapia scopriamo come può essere efficace.

Terapia

La terapia cognitivo comportamentale (CBT) utilizza una combinazione di terapia della parola e tecniche di modificazione comportamentale può comportare l’affrontare il trauma passato che potrebbe aver causato un bisogno di controllo o una bassa autostima. La CBT può anche comportare il mettere in discussione le motivazioni per l’estrema perdita di peso. Il terapista può aiutare anche a sviluppare modi pratici e sani per affrontare i problemi.

La terapia familiare può essere raccomandata per adolescenti e bambini e mira a migliorare la comunicazione tra il paziente e i genitori, oltre a insegnargli come supportarlo nel miglior modo possibile cosi da aiutarlo nel recupero.

Il terapeuta o il medico possono anche consigliare gruppi di supporto dove si può parlare con altre persone che hanno avuto disturbi alimentari simili tutto ciò può essere utile per confrontarsi con altre persone che comprendono la stessa esperienza e possono offrire utili informazioni.

Ambulatorio o ricovero

I disturbi alimentari sono trattati sia in regime ambulatoriale che in regime di ricovero molti preferiscono il trattamento ambulatoriale visto che si può regolarmente vedere il proprio medico, terapista e nutrizionista e non perdere giornate di lavoro o scuola inoltre si può tornare a casa e condurre le proprie giornate in totale comodità.

A volte è necessario un trattamento ospedaliero in questi casi si verrà ricoverati in ospedale o inseriti in un programma di trattamento progettato per aiutarvi a superare il disturbo.

Il trattamento ospedaliero può essere necessario se:

  • Il trattamento ambulatoriale non è andato a buon fine o non è stato efficace;
  • Uso continuo di pillole dietetiche, lassativi o diuretici;
  • Il peso è inferiore o uguale al 70% del peso corporeo sano mettendo a rischio di gravi complicazioni la propra vita;
  • Si vive una grave depressione o ansia.
  • Si tenta il suicidio.

Vediamo che complicazioni possono portare questi disturbi.

Le complicazioni dell’anoressia e della bulimia

Se non trattata l’anoressia e la bulimia possono portare a complicazioni potenzialmente letali infatti con il tempo l’anoressia può causare:

  • Anemia;
  • Squilibrio elettrolitico;
  • Aritmia;
  • Perdita di massa ossea;
  • Insufficienza renale;
  • Insufficienza cardiaca.

Nei casi più gravi può verificarsi la morte questo è possibile anche se non si è ancora sottopeso e può derivare da aritmia o squilibrio di elettroliti.

Invece la bulimia nel tempo se non curata può causare:

  • Carie;
  • Esofago infiammato o danneggiato;
  • Ghiandole infiammate vicino alle guance;
  • Ulcere;
  • Pancreatite
  • Aritmia;
  • Insufficienza renale;
  • Insufficienza cardiaca.

Nei casi più gravi anche in questo caso può verificarsi la morte ed è possibile anche se non si è sottopeso tutto ciò può derivare da aritmia o da un funzionamento non sufficiente di alcuni organi.

Conclusione

I disturbi alimentari possono essere trattati attraverso una combinazione di modifiche comportamentali, terapia e farmaci e il recupero è un processo continuo.

Poiché i disordini alimentari ruotano attorno al cibo il quale è un elemento essenziale nel nostro vivere quotidiano quindi impossibile da evitare la guarigione può risultare essere difficile e la ricaduta è possibile.

Il terapeuta può raccomandare appuntamenti di controllo ogni paio di mesi essi possono aiutare a ridurre il rischio di ricadute e aiutare a mantenere il piano di trattamento, inoltre consentono al terapeuta o al medico di regolare il trattamento secondo le vostre necessità.

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