Quando viene il diabete gestazionale? Come si cura? Di cosa parliamo?

Quando viene il diabete gestazionale? Come si cura? Di cosa parliamo?

13 Settembre 2017 0 Di Dieffe

Quando viene il diabete gestazionale? Come si manifesta? Come curarlo? E quali sono i rischi per il bimbo? Alcuni consigli sullo stile di vita

Quando viene il diabete gestazionale?

La terza forma di diabete che tratteremo è quello gestazionale.

Parliamo di un diabete molto simile a quello di tipo 2. ma, come dice lo stesso nome, il diabete gestazionale può manifestarsi solo durante la gravidanza, per il particolare tipo di condizioni che si instaura nei nove mesi.

La patologia consiste infatti nell’incapacità dell’organismo di assorbire e utilizzare in modo adeguato gli zuccheri (vedi diabete).

Il corpo della donna deve riequilibrasi e adattarsi al nuovo sbalzo ormonale, e per garantire il necessario apporto di zuccheri al feto, gli ormoni della placenta tendono a contrastare l’azione dell’insulina prodotta dall’organismo materno.

E’ un meccanismo che se trova difficoltà a funzionare, innesca una condizione di resistenza all’insulina e un aumento eccessivo della concentrazione di glucosio nel sangue materno.

Chi è più a rischio? Chi ha il diabete gestazionale?

In Italia il 16% delle donne sottoposte al test della glicemia risulta positivo. Le persone più a rischio sono le future mamme in sovrappeso, quelle che hanno avuto casi di diabete gestazionale in famiglia e coloro che hanno già sofferto della patologia in gravidanze precedenti, a meno che non abbiano cambiato le loro abitudini alimentari.

Diagnosticare il diabete gestazionale è molto semplice, perché basta effettuare un’analisi del sangue.

In pratica, si tratta di misurare la glicemia per tre volte in tre momenti diversi:

  • prima di assumere una quantità di 75 grammi di glucosio;
  • dopo un’ora;
  • dopo due ore

Le soglie massime per le tre rilevazioni sono rispettivamente di:

  • 93
  • 180
  • 153,

milligrammi di glucosio per decilitro di sangue: se anche uno solo dei tre valori risulta superiore al parametro di riferimento si può formulare la diagnosi di diabete gestazionale.

Quando effetture le analisi

le analisi devono esser effettuate fra la 23esima e la 28esima settimana di gravidanza: prima di questo periodo è infatti difficile fare una diagnosi, mentre dopo la 28esima diventa più problematico intervenire per evitare complicazioni.

Le conseguenze più frequenti della patologia sono gli scompensi metabolici, che possono portare a complicanze cardiovascolari.

Inoltre, gli zuccheri in eccesso passano al bambino, che può avere un maggior peso alla nascita, con un valore medio di circa 4,3 chili.

Naturalmente, questo comporta una accresciuta probabilità di complicanze durante il parto e di ricorso al cesareo.

Se non si interviene con una terapia corretta, può aumentare anche il rischio di sofferenza fetale e di morte endouterina, anche se ormai, grazie ai trattamenti, questi casi non si verificano praticamente più.

I problemi del neonato

Le conseguenze più rilevanti, se a lungo termine anche se non gravi, riguardano purtroppo il neonato: cresciuto in utero con alti valori di glicemia, da adulto avrà maggiori probabilità di soffrire a sua volta di diabete di tipo 2.

In particolare, per quanto riguarda il nascituro è importante monitorare la crescita con ecografie periodiche: il più delle volte il suo sviluppo torna alla normalità. In alcuni casi però, circa il 5% del totale, la crescita rimane comunque eccessiva. In questa evenienza bisogna ricorrere a una terapia a base di insulina.

sisters-2675882_1920-300x300Cosa Mangiare e quale frutta può essere consumata- La Dieta

La prima cura consiste nell’intervenire proprio sull’alimentazione modificando la dieta quotidiana.

Naturalmente è obbligatorio fare un po’ di attività fisica, ormai considerata un caposaldo della cura del diabete poiché aiuta a ridurre la concentrazione di glucosio nel sangue.

Anche una semplice camminata va bene: bastano 30-40 minuti al giorno a una velocità di 3-4 chilometri all’ora, ovvero a passo agile, ma non troppo.

Nei casi in cui i valori della glicemia risultino particolarmente elevati, è indicata anche una terapia a base di insulina.

I risultati della dieta sulla salute della madre, ma soprattutto del feto, vanno tenuti sotto controllo in un centro di patologia della gravidanza.

L’aiuto di un nutrizionista

In genere, in caso di diabete gestazionale, la dieta da seguire viene stabilita dal nutrizionista in base al peso materno iniziale e ai valori di glicemia e indica in modo preciso alla futura mamma che cosa e quanto mangiare. In particolare, è importante diminuire il consumo di  zuccheri e grassi. Perciò bisogna ridurre, anche senza eliminarli del tutto, alimenti come la carne rossa, i formaggi, pane, pasta, pizza e aumentare, invece, il consumo di frutta, verdura, pesce, pollame e legumi.

Cosa Fare dunque?

Dieta Mediterranea, privilegiare carboidrati integrali (pane, pasta, riso)

Per monitorare la glicemia, si fornisce alla futura mamma uno strumento portatile detto reflettometro, con il quale si misura la glicemia capillare direttamente da casa, basta prelevare una goccia di sangue dal dito 2-3 volte al giorno, secondo uno schema ben preciso. La glicemia così misurata deve essere inferiore a 90 prima dei pasti, inferiore a 120 a due ore di distanza dal pranzo.

Potrete comprarlo qui, vedi
ir?t=oghers08-21&l=alb&o=29&a=B01DPNTHESeflettometro

Il calcolo del liquido amniotico

Infine si calcola la quantità di liquido amniotico: Infatti è questo il motivo per cui in alcuni casi, anche se i valori glicemia si mantengono nella norma, se l’ecografia rileva un eccesso di liquido amniotico si rende necessario ugualmente somministrare insulina.

Maggiori informazioni:

  1. Diabete
  2. Diabete tipo 1
  3. Diabete tipo 2

 

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